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"To see the world in a grain of sand, and to see heaven in a wild flower, hold infinity in the palm of your hands, and eternity in an hour. " W. Blake

Più colori a tavola!

I piatti colorati stimolano l’appetito dei bambini: ci vogliono 7 alimenti e 6 colori per andare a creare il piatto ideale a stimolare l’appetito dei più piccoli.
Lo studio pubblicato dall’Università Cornell dimostra che gli alimenti colorati attirano maggiormente l’attenzione dei bambini e che una maggiore varietà di alimenti – seppur in minore quantità – e di colori nel piatto sortiscono un effetto migliore rispetto ad un solo alimento monocromatico in grosse quantità.
Ma lo studio va oltre: per gli adulti il piatto ideale sarebbe composto da meno di 3 alimenti e 3 colori. In breve più si è giovani meglio si apprezzano le composizioni colorate e fantasiose.
L’influenza di aspetti come la forma, la quantità, la presentazione e l’organizzazione del piatto è importante per i bambini. Gli autori della Cornell University e della London Metropolitan University hanno presentato a 23 bambini e 46 preadolescenti delle fotografie che ritraevano 48 pasti, presentati secondo diverse combinazioni per tipologia d’ingredienti, numero e disposizione di alimenti. Rispetto agli adulti, i bambini non soltanto prediligono una maggior quantità di elementi e colori, ma preferiscono anche vederli disposti nella parte anteriore del piatto da portata e possibilmente contenenti degli elementi figurativi.
Dal momento che la maggior parte delle ricerche si concentra su aspetti quali gusto, odore e caratteristiche nutrizionali, gli autori confermano che anche la forma, la quantità, la presentazione e l’organizzazione del pasto, possono influire con una piccola nota colorata sulle preferenze alimentari dei bambini.
Dunque care mamme sarà meglio inventarvi qualcosa per far mangiare i broccoli ai vostri bambini, altrimenti sarà come la criptonite!!
Baci Marica

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Santa Maria del popolo

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Santa Maria del Popolo  è una delle Basiliche  più famose di Roma che però  non la si conosce nella sua interezza e sopratutto si sa poco sulla sua storia. Il suo nome lo deve a una originaria cappella fatta costruire da Papa Pasquale II, a spese del popolo, per celebrare la liberazione del Santo Sepolcro a opera dei crociati nel 1099. Nel 1235 Gregorio IX vi ci trasferì la Vergine, che tuttora si può ammirare nell’altare maggiore, dipinta da S. Luca secondo tradizione. Mentre la cappellina venne trasformata in una Chiesa per l’insediamento provvisorio prima dei Francescani , e nel 1250 dagli Agostiniani. Furono proprio questi ultimi che sotto l’ordine di Sisto IV nel 1475/77 ne intrapresero la ricostruzione in forme monumentali. Un ultimo ritocco lo si ebbe sotto Alessandro IV nel 1660 dal Bellini che restaurò la navata centrale e modificò la facciata quattrocentesca della Chiesa.
L’interno della Chiesa è a tre navate, e a quattro campate divise da pilastri con semicolonne, e cappelle per lato costituite da vere opere d’arte. La Cappella Della Rovere, venne affrescata da un allievo di Pinturicchio che dipinse la Natività sull’altare nel 1490. A sinistra invece si trovano la tomba dei cardinali Cristoforo e Domenico Della Rovere di Bregno. La seconda Cappella Cybo è stata creata in stile seicentesca e a croce, da Carlo Fontana nel 1682/87. E’ composta da sedici colonne e sull’altare è raffigurata l’Immacolata Concezione e i Santi di Maratta. Nella terza Cappella, il Basso della Rovere, sono presenti affreschi e sculture del Bregno. Mentre opere della scuola di Bregno le troviamo nella quarta Cappella, Costa dove è situato, nel transetto di destra, un organo decorato in stucchi dorati di Raggi su disegno del Bernini.
Molto importante nella Chiesa di Santa Maria del Popolo è la Cappella Chigi eretta da Agostino Chigi nel 1513-14 e poi successivamente modificata dal Bernini per volontà di Alessandro VII. La Cappella è a pianta centrale e ricca di pitture e sculture. Nella navata di sinistra, vi sono dipinti e opere di Francesco Salviati: Creazione e il Peccato Originale e nei pennacchi le Stagioni; di Sebastiano del Piombo: La Nascita della Vergine disposta sull’altare della cappella; di Lorenzetto: le due sculture Giona che esce dalla balena e il profeta Elia; i mosaici di Luigi della Pace; di Agostino Chigi le tombe piramidali che troviamo alle pareti.

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NEOREALISMO E LETTERATURA

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Nato in Italia tra il 1945 e il 1955,  come opposizione ideologica e letteraria al fascismo, è celebrazione  e testimonianza della II guerra mondiale e della Resistenza,  dell’antifascismo quale valore di massa da assumere come guida morale per l’età della ricostruzione. Esso espresse una concezione della cultura quale strumento capace di incidere sulle coscienze e di ordinare l’esperienza collettiva, intervenendo nelle sue contraddizioni di carattere politico e sociale, contrassegnata dall’assunzione di uno stile per lo più realista, animato da una visione del mondo e dei fatti sociali mediata da un’ideologia di stampo populista, spesso echeggiante temi marxisti. Rispetto alla letteratura come prosa d’arte o come celebrazione retorica degli anni del fascismo, il nerorealismo sollevò il dibattito sulla situazione dell’uomo e dell’intellettuale; quest’ultimo, in particolare, intese farsi portatore della riscoperta del mondo contadino e della sua cultura e, in seconda istanza, dei valori primigeni delle classi subalterne. Non a caso, il nerorealismo coincise con la scoperta e la pubblicazione degli scritti di Gramsci, che denunciavano la mancanza di una letteratura autenticamente nazional-popolare. L’aspetto ideologico del nerorealismo si concretizzò anche nell’assunzione della parlata popolare come arricchimento del linguaggio colto: alla fine, l’utopia del nerorealismo fu la sintesi fra le due culture, quella delle classi dominanti e quella delle classi subalterne. Il nerorealismo si riallacciò ad alcune prove del ventennio fascista, fino alle esperienze di Pavese e Vittorini, acquisendo per loro tramite il contributo della letteratura americana. Al nerorealismo aderirono inoltre Levi, Cassola, Calvino, Pratolini, Fenoglio, per alcuni dei quali il clima neorealista costituì solo una tappa per successive esperienze personali.

IL NEOREALISMO CALVINIANO

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“Il Neorealismo non fu una scuola.. Fu un insieme di voci, in gran parte periferiche, una molteplice scoperta delle diverse Italie, anche – o specialmente – delle Italie fino allora più inedite della letteratura. Senza la varietà di Italie sconosciute l’ una all’altra – o che si supponevano sconosciute – , senza la varietà dei dialetti e dei gerghi da far lievitare e impastare nella lingua letteraria, non ci sarebbe stato “neorealismo”. Ma non fu paesano nel senso del verismo regionale ottocentesco. La caratterizzazione locale voleva dar sapore di verità a una rappresentazione in cui doveva riconoscersi tutto il vasto mondo: come la provincia americana in quegli scrittori degli anni ’30 di cui tanti critici ci rimproveravano di essere gli allievi diretti o indiretti. Perciò il linguaggio, lo stile, il ritmo avevano tanta importanza per noi, per questo nostro realismo che doveva essere il più distante possibile dal naturalismo. Ci eravamo fatta una linea, ossia una specie di triangolo: I Malavoglia, Conversazione in Sicilia, Paesi tuoi, da cui partire, ognuno sulla base del proprio lessico locale e dal proprio paesaggio.”

 

“L’uovo cibernetico”

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Davide Scabin è il super chef  che fa da giudice intransigente nel format di Rai 1 “La Terra dei Cuochi”.  E’ detentore di due stelle Michelin e Tre forchette Gambero Rosso ed in passato si è classificato al 28° posto al «50 Best Restaurants». Il piatto che più lo rappresenta è il «Cyber Egg», formato da una doppia camera d’aria di cellophane trasparente contenente in una aria e nell’altra caviale, rosso d’uovo, vodka e scalogno. E qui non si parla di semplice cucina, ma di arte contemporanea miscelata ad un tocco di genialità.

Qui sotto vi mostro il capolavoro.

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baci a tutti

Marica.

HAMBURGER INTATTO DOPO 14 ANNI (italian and english version)

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L’hamburger era stato acquistato il 7 luglio 1999. Sembra che il proprietario si sia dimenticato di aver tenuto da parte il proprio acquisto per numerosi anni e che in seguito l’abbia ritrovato ancora in perfetto stato di conservazione. Nel corso di quattordici anni l’aspetto del panino sarebbe rimasto identico al momento dell’acquisto e non si sarebbero nemmeno formati quei cattivi odori che tutti si attenderebbero.Coloro che erano presenti nel corso della trasmissione televisiva, medici ed esperti, hanno potuto osservare da vicino l’hamburger, rendendosi conto di come non vi fossero segni di muffa e odori sgradevoli.L’uomo ha dichiarato di utilizzare l’hamburger conservato per quattordici anni  per incoraggiare i propri figli a nutrirsi in maniera salutare. Qui sotto vi è la foto dello scontrino risalente al 1999.

HAMBURGER IN PERFECT CONDITIONS AFTER 14 YEARS.

The burger was purchased July 7, 1999. It seems that the owner has forgotten that he had kept aside his hamburger for many years and as a result he have found it still in perfect conditions. In the course of fourteen years, the appearance of the sandwich would have been identical to the time of purchase and experts would not found nasty smells . People  who were present during the telecast, doctors and experts have been able to observe near the hamburger, realizing that there were no signs of mildew and unpleasant smells.The man said they used the hamburger stored for fourteen years to encourage their children to eat healthy. Below you can see the receipt which goes back to 1999.

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crema viso: pelle secca

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Buonasera a tutti,

dato che ci troviamo in tempi in cui è meglio fare economia, ho pensato di parlarvi di una crema fatta in casa per pelli secche, naturale al 100%  ad effetto immediato:

INGREDIENTI:

tre cucchiai di panna da cucina

un cucchiaio di miele.

Si mescolano delicatamente, evitando di incorporare aria e avrete la vostra maschera per il viso fai da te. Quando  è pronta, va applicata su viso e lasciato in posa per circa 10-15 minuti. Per  uno scrub delicato, si possono aggiungere, al posto del miele, due cucchiaini di zucchero di canna. Il composto va quindi massaggiato con estrema delicatezza sul viso: gli agenti  della panna e dello zucchero nutriranno la vostra pelle,eliminando la pelle morta. Risciacquate  con acqua tiepida.

Isola di Vulcano

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L’isola di Vulcano, deve la sua esistenza alla fusione di alcuni vulcani di cui il più grande è il Vulcano della Fossa, ancora inattivo. Gli altri sono il Vulcanello (123 m) a nord; il meridionale Monte Aria (500 m), completamente inattivo, che forma un vasto altopiano costituito da lave, tufo e depositi alluvionali e il Monte Saraceno (481 m).A nord-ovest si trova una recente colata di ossidiana del 1771, detta le Pietre Cotte.Il cratere attivo è situato alquanto spostato a nord-ovest.
Sebbene l’ultima eruzione sia avvenuta nel 1888 – 1890, il vulcano non ha mai cessato di dare prova della propria vitalità ed ancora oggi si osservano differenti fenomeni: fumarole, getti di vapore sia sulla cresta che sottomarini e la presenza di fanghi sulfurei dalle apprezzate proprietà terapeutiche. Data la tossicità dei gas emessi dalle fumarole, è possibile avvicinarsi ad esse solamente se si è accompagnati da guide autorizzate.

COSA VEDERE:

Vulcanello separa la baia di Porto Levante che guarda verso Panarea a Stromboli, da quella di Porto Ponente, che guarda verso Filicudi ed Alicudi.
La prima cosa da fare è andare alla pozza dei fanghi termali, una delle principali attrattive dell’Isola di Vulcano, fin dai tempi antichi. Di fronte è d’obbligo il bagno nelle  acque calde, così definite perché riscaldate da ebollizioni sottomarine dovute alla fuoriuscita di gas caldi dai fondali.
Poi vi consiglio di andare alla  Spiaggia delle Sabbie Nere, attrezzata di impianti turistici, caratteristica per la sabbia scura e finissima, di mangiare la schiacciata da Conti e godervi  il magnifico tramonto su Filicudi.
La spiaggia di Gelso, è molto bella ma perché più difficile da raggiungere. Infine, la scalata al cratere è una delle esperienza più belle e amate dai turisti, che vi proietterà in mezzo alle emissioni solforose, fino a raggiungere il cratere, da dove si gode una spettacolare vista su tutte le altre isole dell’arcipelago eoliano.

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POSTI CONSIGLIATI:

Nonostante il mare sia stupendo, sono molto belle le piscine geotermiche che grazie alle proprietà dei sali minerali hanno effetti benefici per la pelle. Sono composte da una piscina principale, una più calda con idromassaggio e la terza più piccola calda con idromassaggi ideali per la cervicale.

I ristoranti da me consigliati sono: Conti , Il palmento ,Vicenzino e le Cantine Stevenson.

Discoteche: Le candele, Maracuja, Le Palme

 

The island of Vulcano

The island of Vulcano, owes its existence to the fusion of several volcanoes of which the largest is the Vulcano Fossa, still inactive. The others are the Vulcanello (123 m) to the north, the southern Monte Aria (500 m), completely inactive, which forms a large plateau formed by lava, tuff and alluvial deposits and Monte Saraceno (481 m). Northwest is a recent flow of obsidian in 1771, called the Stones Cotte.Il active crater is located somewhat shifted to the north-west.
Although the last eruption took place in 1888 – 1890, the volcano has never ceased to give proof of its vitality, and even today, such phenomenons: fumaroles, steam jets is on the crest of a submarine and the presence of sulphurous mud appreciated therapeutic properties. Given the toxicity of the gas emitted from fumaroles, you can approach them only if you are accompanied by licensed guides.

WHAT TO SEE:

Vulcanello separates the bay of Porto Levante looking to Panarea to Stromboli, from that of Porto Ponente, looking to Filicudi and Alicudi.
The first thing to do is go to the puddle of mud, one of the major attractions of the island of Vulcano, since ancient times. Opposite is a must swim in the warm waters, so called because they are heated by ebullitions underwater due to the leakage of hot gases from the bottom.
Then I recommend you go to the Black Sand Beach, equipped with tourist facilities, characteristic dark sand for the sand, eating crushed by Conti and enjoy the magnificent sunset on Filicudi.
The beach at Gelso, it is very beautiful, but because the more difficult to achieve. Finally, the climb to the crater is one of the most beautiful experience and loved by tourists, that will immerse you in the midst of sulfur emissions to reach the crater, where you can enjoy a spectacular view of all the other islands of the Aeolian islands.

Pancakes

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Ciao a tutti,

oggi voglio proporvi la ricetta dei pancakes, buonissimi per la colazione e il pomeriggio. Sono facilissimi da preparare.

INGREDIENTI:

200ml di latte

140gr di farina

un uovo

mezza bustina di lievito per dolci

un pizzico di sale

20gr di zucchero

30 gr di burro

PREPARAZIONE:

Uniamo in una ciotola la farina, il sale, il lievito e lo zucchero cercando di omogeneizzare il tutto con un cucchiaio. Prendiamo poi un’altra terrina e mettiamo un uovo insieme al latte, mescoliamo e a questo punto versiamo gradualmente il composto della prima ciotola, in quella con l’uovo e il latte, sbattendo con la frusta per qualche minuto.

A questo punto con un mestolino vi aiutate versando il composto in una padella precedentemente unta leggermente di burro. Quando la superficie sarà tutta ricoperta di bollicine, girate il pancakes.

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Adesso completate a piacere con nutella, miele o sciroppo d’acero.

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Questo è il risultato 🙂

Un bacio

Marica

Dopo i macarons, arrivano i WHOOPIES!

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Ciao a tutti, 

oggi vorrei parlare del dolce che secondo me, merita di stare in vetta alle classifiche dolciarie. Se l’anno scorso siamo rimasti affascinati dai delicati e raffinati macarons in tonalità tenui e creme sofisticate e l’anno prima ancora dai soffici e ipercalorici cupcakes, quest’anno rimarremo estasiati dalla novità d’oltre oceano: i WHOOPIES.  Altro non sono che l’unione di questi ultimi due. Hanno la forma di un macaron, ma sono un po’ più grandi e soffici e ripieni di una crema composta principalmente di panna, che può essere realizzata in diverse varianti. 

L’origine dei Whoopie sembra essere legata al mondo Amish, secondo la tradizione le donne Amish utilizzavano avanzi di impasti per torte per preparare dei dolcetti da mettere nei cestini del pranzo dei propri mariti, gli agricoltori durante l’ora del pranzo, quando trovavano anche il dolcetto, si dice che urlassero “Whoopie!”

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Ecco qui la ricetta originale americana:

  • 1 uovo a temperatura ambiente
  • 115 gr burro ammorbidito
  • 25 gr di cacao amaro
  • 250 gr di farina
  • 2 cuccchiaini di lievito per dolci
  • 240 ml di latte
  • 220 gr di zucchero di canna
  • un pizzico di sale
  • 1 cucchiaino di estratto naturale di vaniglia
il ripieno:
  • 3 albumi a temperatura ambiente
  • 300 gr di zucchero a velo
  • 720 ml di sciroppo di glucosio
  • 1/2 cucchiaino di sale
  • 1 cucchiaio di estratto di vaniglia
Procedimento

Accendete il forno e portatelo a 180° e foderate una placca con della carta da forno.
Montate il burro nel mixer, ad una velocità moderata, con lo zucchero, l’uovo fino ad ottenere un composto soffice.
Setacciate e mescolate fra di loro il cacao, la farina, il lievito, il sale, l’estratto di vaniglia e uniteli poco per volta al composto di burro, alternandoli con il latte continuando a mescolare fino a quando il tutto risulterà ben amalgamato, soffice e spumoso.
Con l’impasto ottenuto formate i vostri whoopies pies: per dar loro una forma abbastanza regolare sulla carta da forno disegnate dei cerchi (numero pari) dai 3 ai 7 cm. di diametro abbastanza intervallati fra di loro sui quali verserete una o più cucchiaiate di impasto in modo da formare dei dischi spessi qualche millimetro. Alcuni usano il pallinatore/ porzionatore da gelato, oppure il sac à poche e poi, in entrambi i casi, schiacciano questo cerchio col dorso del cucchiaio. Infornate per una 10/15 min : sono pronti quando premedoli leggermente, risultano sodi e l’impasto ritorna subito alla sua forma iniziale. Fateli raffreddare sulla gratella per dolci e una volta freddi farciteli con il ripieno di vaniglia.

Il ripieno di vaniglia
Montate nella planetaria o con il frullino elettrico, gli albumi assieme allo sciroppo di glucosio ed il sale. Ci vorranno circa 5 minuti per ottenere un composto soffice e che abbia raddoppiato il suo volume. Abbassate la velocità e aggiungete poco alla volta lo zucchero a velo, la vaniglia e, quando risultano bene mescolati, spalmate il composto ottenuto fra due whoopies.

Buon esperimento a tutti!! 🙂

marica.

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BARBARA SANTANGELO: gli occhi della verità

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